| Per
la Regione Sassone di Saluzzo (Pdl) tentato dall'ennesima avventura
elettorale in cambio dell'agognato assessorato provinciale al Turismo |
Ogni
qualvolta si avvicina una scadenza elettorale torna in auge il nome di
Piero Sassone. Viene quasi da considerare che una consultazione che non
veda protagonista il ristoratore saluzzese sia un un evento democratico
cui manchi qualcosa…
Sarà
così anche questa volta? I boatos della piazza sembrano confermare il
sospetto, nonostante i ripetuti naufragi – l’ultimo alle Comunali di
Saluzzo dello scorso anno - facessero supporre che l’avventura politica
dell’esponente azzurro fosse giunta al capolinea.
Qualcuno,
maligno, ha insinuato che avendo saputo della possibile candidatura
alle Regionali del suo antico avversario Stefano Quaglia nelle fila
dell’Udc, Sassone abbia di nuovo voluto mettersi in pista per
contrastarlo o comunque per intorbidire le acque.
In
realtà le cose non stanno così. Quando già pareva scontata la
candidatura di una donna del Pdl nel saluzzese – si parlava della
neocoordinatrice cittadina Daniela Contin o del sindaco di Martiniana e
consigliere provinciale Giovanna Zetti - è stato lo stesso coordinatore
provinciale del Pdl a non escludere la ricandidatura di Sassone (aveva già corso nel 2005) alle Regionali.
Costa
non lo dice esplicitamente, ma quando gli si chiede chi sarà il sesto
candidato, risponde enigmatico ma nemmeno troppo: «Una donna? Non è
scontato – dice – potrebbe anche non esserlo».
L’esigenza
del partito è quella di mandare in campo la squadra più forte possibile
per scongiurare in qualsiasi modo l’evenienza del sorpasso della Lega
che avrebbe effetti devastanti per l’attuale classe dirigente del Pdl
cuneese.
Così
Sassone è stato convocato a Mondovì dai Costa – padre e figlio - che
gli avrebbero proposto una candidatura di servizio da “ripagarsi” poi –
a fronte di una buona performance elettorale sulla piazza saluzzese –
con l’assessorato provinciale al Turismo, non appena ci sarà il
rimpasto nell’esecutivo dopo le regionali di marzo.
Sassone vagheggia da anni questo incarico, tuttavia sa che l’offerta – per quanto allettante – nasconde qualche insidia.
Per questo ha chiesto alcuni giorni per riflettere.
La
voglia di candidarsi è tanta, l’idea di arraffare finalmente un
assessorato lo stuzzica, ma al tempo stesso sa che un ennesimo flop
rischierebbe di avere ripercussioni negative – oltre che sul piano
politico - anche sulla sua immagine di imprenditore proprio nel momento
in cui si accinge a dare il via all’ “operazione San Giovanni”.
In
più c’è da rilevare che, dopo aver promesso i suoi servigi ai colleghi
di partito Cirio e Casoni, qualche imbarazzo nei loro confronti la
scelta di scendere in pista lo comporta.
Ma
queste remore Sassone sarebbe anche disposto a superarle – così come
riuscirebbe certamente a farsi perdonare lo sgarbo all’amica Daniela
già candidata in pectore – se solo avesse la certezza che la promessa
dei Costa verrà mantenuta.
Giampaolo Testa